2006-07-24

La resistenza.....

Cari lettori del Resto del Cretino resistete !!!! Vi sto tracurando ma non per mia scielta.
Le multinazionali vogliono mettere a tacere una voce indipendente boicottando l'erogazione dei servizi, ma io da una postazione segreta nei pressi di Damasco continuo a fasi alterne a ...............................................

Bad Surprise While Refueling... - video powered by Metacafe

2006-06-21

Sulu di Star Trek: "Sono gay"



Rivelazione dell'attore George Takei

L'attore George Takei, timoniere dell'astronave "Starship Enterprise" in sei film e tre serie Tv della serie "Star Trek", ha rivelato di essere omosessuale in una intervista ad una rivista gay di Los Angeles. Takei, un americano di discendenza giapponese, ha detto di essere cresciuto "provando vergogna" per la sua etnicità e per la sua omosessualità, a causa dei pregiudizi esistenti nella società americana.

"Ma il mondo e' cambiato da quando ero un adolescente gay - ha detto l'attore che interpreta il personaggio di Hikaru Sulu in Star Trek - La questione dei matrimoni gay è diventata adesso un tema di attualita'. Questo sarebbe stato impensabile quando ero giovane". Takei, che ha 68 anni, vive da 18 anni col partner Brad Altman.

La Turchia censura Winnie the Pooh



No al maialino Pimpi: "E' impuro"

Winnie Pooh, l'orsetto Walt Disney protagonista di avventure nel bosco dei Cento Acri, ha un amico in meno: il porcellino rosa Piglet, che nel doppiaggio italiano si chiama Pimpi. La tv di stato turca Trt ha censurato il cartone animato. La colpa di Pimpi è di essere un maialino, ritenuto "animale impuro": offende la sensibilità islamica. Per ora le tv private continuano liberamente a trasmettere la serie Disney.

In vendite ci sono ancora le videocassette. Ma il destino dell'amico simpatico e buono, a volte un po' sfigato, di Winnie the Pooh è segnato. A dire il vero, in Turchia hanno cercato una soluzione per evitare la censura. Secondo i giornali "Cumhuriyet" e "Sabah", inizialmente si era pensato a tagliare le scene in cui compariva il porcellino, in modo da poter mandare in onda i cartoni animati della serie senza urtare la suscettibilità degli telespettatori.

Ma poi si sono accorti che era praticamente impossibile oscurare Pimpi senza stravolgere le avventure dell'allegra banda Disney, di cui fanno parte anche il tigrotto Tigro, il coniglietto Tappo e l'asinello Ih-Oh. Non è la prima volta che la censura si abbatte sui cartoni animati. A farne le spese soprattutto i maialini. In passato erano finiti nel mirino anche altri famosi porcellini, protagonisti di storie per bambini.

2006-06-09

La Vespa 50 R

Ecco a Voi la mitica Vespa 50R che Mercoledi 7 giugno sono andato a ritirare personalmente a Camisano Vicentino, accompagnato dal mio amico musicista Allessandro Montecchi alias Dj Monk.
Un viaggio lunghissimo attraverso il pericoloso Nord Italia, fra maghi e folletti, autogrill e funghetti, i nostri eroi dopo un tragitto di 350Km sono riusciti nell'impresa Epica !!!!! La Vespa è "sana" e salva in garage.
Nel mezzo del viaggio io stesso ho combattuto contro una forza oscura "L'antipasto speciale di cozze gigante" che ha cercato di soffocare la mia anima, ma io l'ho sconfitto lentamente pezzo per pezzo. Anche il mio compagno d'armi ha combattuto contro un male atroce: l'areofagia da sonnolenza, ci stava mettendo contro l'un l'altro.
La terra di mezzo è salva e la Vespa anche !!!! Posted by Picasa

2006-06-03

Viva il pesce fresco !!!!


Marghera, pescate vongole proibite

Operazione dei carabinieri di Chioggia che hanno scoperto un traffico di vongole contaminate. I militari hanno arrestato il presidente e nove soci di una cooperativa ittica. Gli indagati avrebbero immesso sul mercato oltre 250 tonnellate di vongole pescate nelle acque inquinate del petrolchimico di Marghera. L' accusa per tutti è di associazione per delinquere, ricettazione e frode nell'esercizio del commercio.


Non è la prima volta che accade un fatto del genere. Molto spesso le cooperative di pescatori di Chioggia finiscono nel mirino della magistratura. Le flotte di pescherecci, organizzate in cooperative, si spingono fino alla laguna proibita. A pochi metri dal petrolchimico di Marghera, dove la legge non consente di raccogliere i frutti di mare, inquinati dalle sostanze prodotte dall'impianto industriale.

A carico degli arrestati, pesanti accuse da parte del pm Antonio Pastore. I reati ipotizzati sono molti: associazione per delinquere, danneggiamento, ricettazione, falsità ideologica e frode nell' esercizio del commercio.

2006-05-31

Giudicate voi !!!!

30/5/2006

Olanda, nasce partito dei pedofili

Si batterà per sesso a 12 anni
Si chiamerà "Amore del prossimo, libertà e diversità (NVD) il primo partito pedofilo, che nasce in Olanda. Si prepara a migliorare l'immagine della categoria e a dare battaglia per rendere libera la pornografia infantile e i rapporti sessuali fra adulti e bambini di più di 12 anni. "Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi": questi i precetti del fondatore del partito.


"Ci hanno zittiti", ha rincarato la dose Ad van den Berg, 62 anni, l'esponente di Carità, Libertà e Diversità. "Il solo modo di farci sentire è attraverso il Parlamento", che appunto ha sede all'Aja, la città da "svegliare". Secondo la Nvd, il possesso di materiale pedo-pornografico non dovrebbe più essere assoggettato ad alcuna sanzione, anche se i suoi dirigenti concedono che il relativo smercio dovrebbe continuare a essere proibito.

Quando alla diffusione dei film porno, in televisione essi dovrebbero potersi vedere liberamente persino durante il giorno; soltanto quelli di contenuto violento andrebbero confinati nella fascia tardo-serale. L'educazione sessuale dovrebbe diventare materia scolastica d'insegnamento anche per i bambini più piccoli; una volta sedicenni, inoltre, tutti dovrebbero poter recitare nelle pellicole pornografiche o addirittura prostituirsi. Si' al sesso con gli animali, no ai maltrattamenti. Infine, assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti.

"Un divieto rende semplicemente i bambini più curiosi", è stata la chiosa di van den Berg, quasi in tono protettivo. "Quelli dell'Nvd", ha non a caso commentato con il medesimo giornale una veterana della lotta alla pedofilia, Ireen van Engelen, "vogliono farsi passare come se si attessero per veder riconoscere ai bimbi maggiori diritti, ma e' ovvio che hanno posizioni a tutela del loro stesso, esclusivo interesse". A giudizio degli esperti, comunque, il nuovo partito è destinato a raccogliere ben pochi consensi: anche se, a completamento della propria "piattaforma", l'Nvd prevede altresì temi non filo-pedofili quali la totale legalizzazione di ogni tipo di droga, leggera ma pure pesante, e la possibilità di viaggiare sempre gratis in treno per l'intera popolazione.

2006-05-29

Edgar Superstar ???

Vi ricortate il video di Edgar? Quel bambino grassotello che cade nel canale e comincia a frignare, voi non ci crederete ma è diventato popolarissimo.
Edgar ora è uscito dal web ed è diventato un inviato per un emittente televisiva Sudamericana, oltre a commercializzare magliette adesivi ed avere un sito dove lo si propone come presidente !!??? Insomma Edgar è caduto in un canale pieno di merda, ed è uscito da un canale televiso !!!!!!

Aveva ragione Andy Warhol, quando diceva che nel futuro tutti avranno i loro 5 minuti di celebrità.




Carissimi lettori del Resto del Cretino ecco a voi il copione originale dell'esilarante scena della Maga. Questa è la versione originale il finale è diverso da quello che avete visto in teatro, data una scelta opinabile del regista e di alcuni attori l'ultimo pezzo è stato escluso.

MAGA

SIBILLA: (Canta la canzone mettondo a posto la pozione)

SIBILLA: oh misera me !!! sono sola…. Come una cocorita !!!! ma sarà per poco!! Ormai sono vicina alla soluzione !!!!! L’infallibile pozione, con la quale nessuno potrà resistermi è quasi pronta…. Mi mancano solo pochi ingredienti ha ha ha ha !!!!!

SIBILLA: (Grida) G I U L I A N A !!!!!! portami la pipì di pipistrello. Muoviti lavativa !!!!!!!!

GIULIANA: Arrivo arrivo !!!!! (entra giuliana con un cesto pieno di bottigliette varie e cose particolari)

GIULIANA (impaurita con voce tremante) Signora non si arrabbi, ma ……. La pipì di pipistrello è finita

SIBILLA: C O M E !!!!! ……….. Maledetta disgraziata ti avevo ordinato di andare nella grotta, a fare provviste.

GIULIANA: Ohh no, non la grotta, ho paura del buio, signora la prego provi a vedere se nel cesto c’è qualche ingrediente che la può aiutare…..

(Giuliana estrae dal cesto i vari ingredienti elencando i nomi)

• Sudore di serpente
• Lacrima di nano
• Zampette di millepiedi
• Coda d’ornitorinco
• Uova di topolino

SIBILLA : ( Sbuffando): Va be….. se mischiamo le zampette di 1000 piedi e le lacrime di nano dovrei ottenere qualcosa di simile alla pipì di pipistrello.

SIBILLA : (Urlando) ma domani se non vuoi che ti licenzi, nella grotta paura o non paura ci vaiiiii.

GIULIANA:(piangendo) Va bene basta che non mi licenzi !!!....posso andare signora ????!!

SIBILLA: NO NO …….Aspetta un attimo !! assaggia questa pozione

GIULIANA: NOOOOO NOOOOO (urla terrorizzata) la prego signora l’ultima volta che ho provato una sua pozione….. mi sono trasformata in un attaccapanni!!!!!.

SIBILLA: Guarda carina che se non la bevi subito ti trasformo in uno spazzolino da denti, che avro piacere di usare tutte le mattine ha ha ha !!!!

GIULIANA (tremando con aria rassegnata) Oh no nel suo spazzolino no ……bevo subito…… (glu glu glu poi si blocca con sguardo fisso nel vuoto)

SIBILLA: Tutto bene ????

GIULIANA: (emette un verso tipo uccello) Ciop !!! Ciop !!!!

SIBILLA: (Un po’ allibita guarda la scatolina) Nooo le zampette di mille piedi sono scadute mmmmh….. proviamo con l’uovo di topolino (puff lo spacca in testa a Giuliana)

GIULIANA: (Ha un sussulto , un attimo di lucidità) Ahh sto meglio……..oh !!!!!
(Giuliana si mette a 4 zampe e fa il cane pulcioso)

SIBILLA: No !!! non un cane !!! (sbuffa) Non ne posso più !!!.......Bastardo vai a cuccia !!!!(le tira dietro qualcosa e il cane giuliana si sposta in un angolo)

SIBILLA: (guarda l’ora) Adesso dovrebbe arrivare il vescovo per il problema dell’esorcismo………(Sibilla si ferma un attimo a pensare e riprepara un'altra pozione)

SIBILLA: Maaa…. Se questa volta non funziona, non sono più degna di far parte dell’ordine dei maghi !!!!!

(Toc Toc)

SIBILLA: Avanti

(entra il vescovo)

VESCOVO: Buona sera Sibilla !!!! Sono pronti i Talismani per l’esorcismo !!!!!

SIBILLA: Certo Eminenza !!!!

VESCOVO: Bene bene ……. Lei sa che io qua non ci posso rimanere più di tanto, facciamo in fretta in nome di Dio (si segna) Devo tornare in chiesa.

GIULIANA CANE tira il vestito del vescovo e abbaia con la voglia di giocare
VESCOVO: (Spaventato si segna) G I U L I A N A !!!!! (l’allontana con il segno della croce) Maledetta che cosa hai fatto !!!!!

SIBILLA: Non si preoccupi e lei che me la chiesto di diventare cane !!!!

GIULIANA CANE ringhia e cerca di morderla la maga li da un calcio e il cane si allontana)

VESCOVO: Se non fosse cosi grave il caso che tratto la farei Bruciare !!!!

SIBILLA: Si si ma si calmi, aspettiamo che i talismani siano cotti!!! ( la maga si rende conto che il vescovo non sta bene)

SIBILLA: La vedo affaticata beva un sorso d’acqua

VESCOVO: (Guarda il bicchiere sospettoso poi beve) mhhh non mi piace (sputa) cacca bleuu !!! (vede il cane e lo chiama per giocare)

VESCOVO: KIKKIKIKIKibello vieni da papà…..vuoi bere qualcosa (il cane si avvicina e beve, il vescovo accarezza il cane) bello bravo ti chiamero Bobby
(comincia a succhiarsi il dito mentre guarda la maga) mamma…. Mammina….ho fame voglio pane e marmellata……… no voglio un gelatino….una coppetta…..tutto puffo

GIULIANA:anche io voglio il gelato !!!!! ma lo voglio tutto fragola !!!!!!

VESCOVO: NO !!!! solo per me !!!! la mamma da tutto a me !!!!
(si azzuffano e fanno un gran casino)

SIBILLA:(URLANDO) ADESSO BASTA O NIENTE GELATO !!!!!!

Giuliana VESCOVO: (piangono) No gelato, gelato, gelato, gelato,
(alzano la maga di forza poi escono)

SIBILLA: Aiutoooo !!!!!! (sgambettando)

DOPO UN PO ………..ENTRA LA DONNA DELLE PULIZIE UBRIACA

DP: MAAAGA SIBILLAAAA !!!! (VEDE CHE NON C’è) MAAAGA SIBILLAAA (HIC)
DOVE SEI ????MA GUARDA CHE CASINO SEMBRA CHE SONO PASSATI UN INTERA CLASSE DI BAMBINI IN GITA !!!!!! OHH NON MI SENTO Più LE GAMBE
(METTE I PIEDI SULLA SCRIVANIA E VEDE LE VARIE BOTTIGLIETTE MEZZE FINITE E SI FA UN BICCHIERINO CON I FONDI)

DP: OH è ROBA FORTE QUESTA QUI (BUTTA GIU TUTTO) MI SENTO UN PO DISTURBATA SARA LA PEPERONATA????

DP: (SI ALZA E VA VERSO LO SPECCHIO) OH MA CHI SEI TU ?...... MA COME SEI BELLA……..MMMMHHHH…….(ACCAREZZA L’IMMAGINE RIFLESSA LA BACIA SI PRENDE LO SPECCHIO LO ABBRACCIA ED ESCIE)

2006-05-22

Piccolo Peruviano stai attento !!!!!


Trento: 20km contromano su A22

Un uomo ha percorso, completamente ubriaco e a tutta velocità, circa 20 chilometri contromano sulla carreggiata nord dell'Autostrada del Brennero, al confine fra le province di Trento e Bolzano. L'auto ha terminato la sua corsa speronando il mezzo della Polizia stradale, che ha bloccato in tempo il traffico, ed è infine finita addosso ad un altro veicolo. Nessuna persona è rimasta ferita.

L'episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte sul tratto autostradale fra i caselli di Egna e San Michele all' Adige. Il conducente era un cittadino peruviano di 42 anni residente a Mezzolombardo. A bordo con lui c'era un connazionale. I due hanno imboccato l'A22 presumibilmente al casello di Ora, in Alto Adige, e hanno cominciato a percorrere la carreggiata nord contromano.

L'allarmen è stato lanciato da un automobilista che, terrorizzato, ha subito avvertito la centrale operativa dell' Autobrennero e la Polizia stradale ha immediatamente bloccato il traffico all'altezza del casello di San Michele all' Adige, in un tratto rettilineo. Giunto al luogo del blocco, l'auto dei peruviani, nonostante i lampeggiatori della stradale e i cartelli luminosi di pericolo, non ha frenato per tempo e ha centrato la fiancata del mezzo delle forze dell'ordine terminando la sua corsa contro un'altra auto che stava ferma all'inizio del blocco stradale.

Sottoposto al test dell'alcol è apparso subito chiaro il motivo del folle gesto: il peruviano presentava un tasso alcolico 4 volte superiore al limite. Ora rischia la sospensione della patente per due anni, dalla quale verranno decurtati una ventina di punti, e una pena

2006-05-12

Lady Punch Franz Ferdinand Remix

Animali Mitologici e luoghi curiosi cap. 03




Silurus Glanis-Fam.Siluridi-Gen.Silurus.
Dati caratteristici:

pelle nuda, capace di notevoli mutamenti di colore per aiutare il mimetismo nei diversi tipi di fondale, ricoperta di una sostanza viscida e gelatinosa, che oltre a proteggerlo dalle malattie, gli permette di scivolare indenne tra massi e ostacoli del fondale. Numerosi denti disposti su due grosse placche mandibolari, piccoli ma taglienti come rasoi. Nella parte interna delle branchie, esiste una vera e propria rastrelliera appuntita, che non permette ad eventuali prede inghiottite, di fuggire attraverso i suoi enormi opercoli branchiali (fig.2-3). Manca la pinna adiposa. Pettorali con raggio spinoso. Corpo tronco-conico a sezione rotondeggiante. Occhi piccoli, per cui ci vede pochissimo, ma ha un buon olfatto e sei lunghi barbigli, che gli permettono di localizzare con esattezza la provenienza di qualsiasi vibrazione emessa in acqua, arrivando cosi sulle prede anche in condizioni di scarsa visibilità, dovuta al buio e all'acqua torbida. In Italia il siluro ha trovato acque mediamente più calde dei Paesi d'origine e per questo il suo accrescimento sembra essere più veloce. Le sue carni nella cucina italiana non sono ancora molto apprezzate, mentre nei paesi nel nord-est europeo sono entrate in moltissimi menù.



Origine e diffusione:
La specie Silurus glanis appartiene alla famiglia dei Siluridae, ordine Siluriformes. Secondo le teorie più recenti a quest'ordine sono assegnate ben 31 famiglie per un complesso di circa 400 generi e 2.211 specie. Di queste circa 1.300 si trovano nel continente americano. Due sole famiglie, Arlidae e Plotosidae, vivono in acque marine, tutte le altre abitano le acque dolci. Insieme ai Cipriniformi, i Siluriformi costituiscono il superordine degli Ostariofisi, caratterizzati cioè dalla presenza dell'apparato di Weber. Il genere Silurus comprende 17 specie ed ha probabilmente un'origine monofiletica. Si ritiene cioè che tutte le specie di questo genere abbiano avuto origine da un unico antenato. Gli unici due rappresentanti del genere Silurus presenti in Europa sono il Silurus glanis e il Silurus aristotelis. Il Silurus aristotelis è endemico del fiume Aspropotamo e delle regioni balcaniche che si affacciano sul Mar Ionio. E' presente in Europa orientale, Europa centrale, Scandinavia meridionale, Asia Minore, proveniente principalmente dalla parte inferiore del bacino del Danubio ed i suoi affluenti. Anche dal sistema fluviale del Dniepr, Volga e Ural.Esiste una limitata popolazione anche in Svezia, infatti il Mar Baltico é stato in epoche lontane un enorme lago d'acqua dolce tramite il quale il siluro ha potuto spargersi nelle regioni del Nord Europa fino a giungere nel mare del Nord. L'aumento di salinità successivo dovuta a quest'ultimo, ha dato vita al Baltico dei nostri giorni. Introdotto in Italia dai Paesi dell'Est. Diffuso dapprima nei laghetti per la pesca a pagamento tra gli anni 60 e 70, quindi seminato principalmente nel Po e nel circondario, dove lo si può trovare nelle lanche, negli affluenti e nei canali laterali. Presente in vaste zone della pianura padana. Seminato in Spagna da pescatori tedeschi nel "74", che immisero 42 siluri nelle acque del lago Embalse de Riba Roja, un enorme bacino d'acqua del fiume Ebro. Immessi in Francia (inizialmente nella Seilla) nel bacino della Saona e del Rodano intorno al "77", esemplari provenienti dalla Romania. Successivamente seminato anche nella Loira e affluenti.

Habitat:
laghi, fiumi, zone a lenta corrente e in tratti profondi. Corsi minori, anse, canali. Letto in terra, melma e sabbia con presenza di numerose tane: tronchi sommersi, radici, frasche, relitti di vario genere. Anche in acque torbide. Sopporta temperature piuttosto elevate. Con il freddo si arresta.

Alimentazione:
Molluschi, Crostacei, Avannotti di altri pesci. Pesci anche di grosse dimensioni. Occasionalmente Rane, topi, uccelli, piccoli mammiferi.

Abitudini:
Di giorno non si muove molto, ama stare riparato dalla corrente in buche profonde, gira solo se le acque sono torbide o il cielo coperto. Di notte caccia soprattutto in acque basse. Facilmente adattabile, tollera la cattività.

Accrescimento e dimensioni:
Accrescimento rapido nei primi anni di vita. Presenti in Italia esemplari di poco inferiori al quintale. Non si hanno dati relativi all'accrescimento in acque italiane. L'esplosione demografica e l'accrescimento rapido é favorito dal clima mite e temperato, infatti il siluro quando la temperatura dell'acqua scende sotto gli 8-9° C smette di alimentarsi. La temperatura per il massimo accrescimento e sicuramente quella compresa tra 22 e 26°C, ecco spiegato perché nel sud dell'Europa si è arrivati nel giro di 30-40 anni ad esemplari prossimi al quintale

Maturità sessuale e riproduzione:
maggio-giugno, in alcuni casi settembre. Maturità sessuale intorno ai 4-5 anni. Uova adesive presso le sponde, preferibilmente con vegetazione. Il maschio si avvicina alle rive, prepara una specie di nido con alghe, erbe, legni e rami affondanti, in acque italiane la frega ha luogo nella foce degli affluenti, vicinanza delle lanche e canali. In un secondo tempo avviene l'unione con la femmina e la deposizione delle uova che il maschio feconda all'interno del nido. A questo punto il maschio diventa "guardiano" del nido fino a che i piccoli non sono nati e in grado di uscire dalla tana.Uova piuttosto numerose, fino a 300.000 nei grossi esemplari. Diametro circa 3 mm. Incubazione 23-24 giorni con acqua a circa 20°C . I nuovi nati assomigliano a girini.

Luoghi e periodi di pesca:
nel Po e nei maggiori corsi, correnti lente e profonde, ampie buche e fondali, giri d'acqua lungo prismate o rive in frana. Letto anche senza vegetazione, ma con tane sommerse (tronchi, massi, ostacoli vari), foce degli affluenti, canali e stagni con fitta vegetazione di sponda e sommersa. Attivo tutto il giorno tra marzo e novembre, con acque opache torbide o fangose. In condizioni normali, momenti migliori verso il tramonto, notte e all'inizio del mattino.

2006-04-28

Animali Mitologici e luoghi curiosi cap. 02





RISERVA NATURALE REGIONALE DELLE SALSE DI NIRANO

Il fenomeno geologico più importante del territorio di Fiorano Modenese, di rilevanza internazionale, è rappresentato dal complesso delle Salse di Nirano.
Le Salse hanno origine da depositi di idrocarburi principalmente gassosi, in particolare metano, in comunicazione con la superficie del suolo attraverso fratture della cupola del giacimento: il gas, che si trova nel giacimento ad una certa pressione, esce sospingendo e trascinando verso l'alto le acque sotterranee salate legate al deposito gassoso. Le argille stemperate che vengono portate alla superficie si depositano intorno all'apertura formando i tipici coni. All'interno dei coni le emissioni di fango miste ad idrocarburi paiono ribollire: in realtà fuoriescono alla temperatura dell'ambiente; inoltre sono salate: da qui il nome "salse": salate. Le salse vengono erroneamente indicate come manifestazioni "pseudo-vulcaniche" in quanto presentano meccanismi e caratteristiche simili a quelli vulcanici (forma di cono, cavità sommitale a cratere, ribollimenti all'interno del cratere, emissioni di materiali sotto forma di colate e così via), ma non sono assolutamente collegate con manifestazioni magmatiche profonde tipiche dei veri fenomeni vulcanici. Le Salse di Nirano non sono l'unico fenomeno di questo tipo al mondo. In Italia altre salse si rinvengono in diverse località emiliane e venete, nelle provincie di Ancona, Teramo, Cosenza e Caltanisetta, conosciute anche con il nome di "Macalube", "Bulicami", "Bolle", "Salinelle", "Barboi" o "Salvelle". Ma le Salse di Nirano sono sicuramente il più imponente fenomeno di questo tipo in Italia e hanno richiamato fin dall'antichità l'attenzione di storici e studiosi. La prima descrizione delle Salse di Nirano è infatti dovuta a Plinio il Vecchio, vissuto tra il 23 ed il 79 d.C. Nella sua opera "Naturalis Historia" scritta intorno al 50 d.C. Nel corso dei secoli numerose furono le osservazioni spesso fantasiose del fenomeno. Notizie più scientifiche fornisce Antonio Stoppani che nel suo libro "Il Bel Paese" definì il fenomeno da lui verificato nel 1864/65, "una manifestazione legata alla presenza, nel sottosuolo, di idrocarburi, che , attraverso fratture, escono alla superficie trascinando con se acqua salata e fango".
Attualmente i conetti delle Salse di Nirano occupano un'area di circa 55.000 mq. che va da quota 208 m. a quota 221 m. s.l.m.. Il fango emesso dai conetti e dai piccoli laghi tende ad invadere i pianori, creando specialmente nelle stagioni asciutte, un'ambiente ricco di sale (cloruro di sodio), prima di incanalarsi in due collettori che scendono verso il torrente Fossa.
Le Salse di Nirano tendono con il tempo a cala re di intensità per il lentissimo esaurimento della riserva di idrocarburi nel sottosuolo, e forse per questo gli antichi studiosi rilevarono fenomeni di una portata che oggi sembra esagerata.

Animali Mitologici e luoghi curiosi cap. 01


Myocastor coypus, Molina 1782


Nutrie: da più di settant'anni presenti in Italia

ORIGINI DEL POPOLAMENTO E ATTUALE DISTRIBUZIONE IN ITALIA

Il nome volgare con il quale è conosciuta è Nutria o Castorino, nome che le deriva dal gergo commerciale utilizzato in pellicceria, quello scientifico Myocastor coypus. È un Roditore originario delle zone sub tropicali dell'Argentina e del Brasile meridionale, appartenente alla Famiglia Myocastoridae. Introdotta in diversi Paesi per la sua pelliccia sin dai primi del Novecento, il primo allevamento in Italia venne costituito nel 1921 in provincia di Alessandria. Fin dagli inizi l'allevamento delle nutrie ha riguardato piccole o piccolissime aziende a conduzione familiare, sparse in quasi tutte le nostre Regioni, che spinte da vane promesse economiche intraprendevano una difficile iniziativa zootecnica che finì presto per rivelarsi fallimentare (Maiocco, 1938; Santini, 1983; Scaramella & Motti, 1988). Intorno agli anni Ottanta, infatti, la richiesta di pellicce di castorino divenne sempre più bassa e la quasi totalità delle aziende fu costretta alla chiusura. Al fine di evitare il costoso smaltimento delle carcasse degli animali soppressi con eutanasia, moltissimi vennero rilasciati negli ambienti naturali. Dal 1970 si ebbero così le prime segnalazioni di nuclei introdotti (già nel 1930 in Louisiana - USA), prima localizzati nelle zone limitrofe agli ex allevamenti (p.e. Alto Po, Po Ferrarese, Fiume Ombrone, Lago Trasimeno, dintorni di Latina), poi lungo alcuni grandi fiumi della pianura padana, della costa tirrenica dalla Toscana alla Campania, della costa adriatica (Abruzzo). La sua diffusione non è stata rapida: sono stati necessari più di 70 anni per giungere all'attuale distribuzione e la colonizzazione è risultata, come ovvio, maggiormente evidente nelle aree antropizzate o più coltivate, rispetto alle zone naturali. (Toschi, 1965; Groppali, 1990; Benussi, 1990). Attualmente la sua presenza è attestata, per esempio, lungo il Po e gran parte dei suoi immissari, lungo la costa toscana dalla provincia di Firenze a Grosseto e in diverse aree laziali; nel resto d'Italia, sebbene presente in molte province, anche insulari, mostra distribuzione puntiforme e abbastanza discreta. Secondo la Legge sul prelievo venatorio (L.157/92) e secondo l'INFS qualsiasi nucleo di animali che sia insediato stabilmente in un territorio e' da ritenersi selvatico, quindi sottoposto alla L.157/92: in questo caso Myocastor coypus non è elencata fra le specie cacciabili (Prot.4020/t-A23, 15.11.1999; L.157/92 art.2).

MORFOLOGIA ED ECOLOGIA

Le caratteristiche corporee la fanno assomigliare ad un ratto gigante: la lunga coda cilindrica squamosa e con radi peli e la colorazione del mantello più frequente, bruno dorato o bruno scuro (ma si possono osservare esemplari albinotici con il mantello isabella o crema), le piccole orecchie, i grossi incisivi sporgenti di colore arancio ed i lunghi baffi argentati. In effetti, Myocastor coypus, appartiene al grande gruppo dei Roditori, ma molteplici particolari anatomici le distinguono e le rendono inconfondibili: come le zampe posteriori, che presentano una netta palmatura interdigitale e la posizione delle mammelle nelle femmine, latero-dorsali, caratteristiche tipiche di animali fortemente acquatici che crescono ed allevano la prole in acqua. Le dimensioni massime, nei vecchi maschi, non superano i 60 cm (coda esclusa) per un peso di 7-9 chili.

Le caratteristiche comportamentali note si riferiscono a studi effettuati nell'ambiente naturale originario. Negli ambienti di immissione, fortemente diversi dal punto di vista climatico e trofico, è probabile che i ritmi biologici subiscano modificazioni macroscopiche o microscopiche, ma ad oggi pochissimi sono gli studi e le conoscenze in merito, sebbene negli ultimi anni, soprattutto in altri Paesi d'Europa, siano apparse pubblicazioni riguardanti l'etologia e l'ecologia di questo animale. In Italia le poche ricerche sulla specie negli ambienti di rilascio si riducono ad una decina, numero che raddoppia se si considerano anche gli studi microbiologici. Anche le ricerche eco etologiche finalizzate a verificare un'eventuale interazione fra questa specie ed altre autoctone, al momento non hanno rilevato nulla di preoccupante. Ad esempio, il timore di interazione negativa fra nutria e lontra (Lutra lutra) - ove ovviamente sia ancora presente quest'ultima, il che esclude la provincia bresciana e la quasi totalità del nord Italia - al momento risulta molto bassa, se non addirittura non comprovata. Ciò in quanto le due specie occupano due nicchie trofiche opposte: la lontra è un Carnivoro, mentre la nutria è strettamente vegetariana, pertanto non esiste competizione fra loro per le risorse alimentari. Un eventuale problema può essere quello relativo all'occupazione degli stessi ambienti di vita, situazione dettata dalla scarsità di situazioni naturali che obbligano più specie alla convivenza. Essendo animale crepuscolare notturno la vista è poco sviluppata, il che rende la specie particolarmente timorosa e diffidente, generando la credenza che la sua reazione di difesa con soffio alle minacce, sia una dimostrazione di aggressività. in realtà non è per nulla aggressivo, tanto da essere diventato negli Stati Uniti un normale animale da compagnia. (Velatta & Ragni, 1991a, 1991b; Gariboldi, 1993; Reggiani et al., 1993; Reggiani et al., 1995; Ferri & Soccini, 2001) Si accoppia durante tutto l'anno ed ogni femmina può partorire due volte l'anno da 2 a 4 piccoli, dopo una gestazione che dura quasi 130 giorni. Nelle 24 ore successive alla nascita i piccoli seguono immediatamente la madre e si alimentano da soli dopo 3-4 settimane. Già a due mesi possono essere maturi sessualmente, ma di solito le femmine primipare o troppo giovani, come spesso accade nei mammiferi, abortiscono o partoriscono un solo piccolo. Nel caso di aumento eccessivo della popolazione il tasso riproduttivo si abbassa e il numero di piccoli per figliata diminuisce. Nel nostro Paese durante i mesi invernali con lunghi periodi gelidi la mortalità giovanile è quasi totale, ed anche molti adulti, soprattutto i maschi che sono maggiormente erratici, sono destinati a morire per necrosi e setticemie, intervenute per congelamento delle estremità. La vita di questi roditori è prevalentemente crepuscolare e notturna; gli ambienti preferiti sono quelli palustri.

La dieta è vegetariana e si basa su piante acquatiche ed alghe, nel periodo invernale anche di tuberi, rizomi e radici. Nel nostro Paese si è osservata una differenziazione nell'attività trofica tra nuclei insediati in territori fortemente coltivati (pianura padano veneta) e quelli di zone più naturali (zone costiere centro meridionali). I primi si trovano ovviamente costretti a muoversi anche attraverso i campi che circondano le vie d'acqua dove vivono e, per lo più, si spostano, generando così allarme fra gli agricoltori. I secondi pasturano quasi esclusivamente in alveo o sulle sponde, ed anche se si allontanano di qualche metro dall'acqua la loro presenza non viene rilevata. Nel caso frequente in cui le sponde dei corsi d'acqua siano spoglie e prive di vegetazione varia, gli animali sono portati a nutrirsi anche di germogli che si rinvengono nei dintorni: ovvero di mais (inverno e primavera) e del colletto superficiale delle barbabietole da zucchero (autunno). La vegetazione naturale preferita è la Tifa (rizomi e fusti), il Callitriche, la castagna d'acqua, le lenticchie d'acqua, in mancanza delle quali mangia steli florali e frutti di ninfee e nannufaro, germogli di cannuccia d'acqua, vallisneria, potamogeti e piante igrofile varie, vegetazione per lo più ormai assente nella maggior parte dei corsi d'acqua, grandi o piccoli, del nord Italia, a causa delle operazioni di scavo degli alvei, operate drasticamente con mezzi meccanici a fortissimo impatto ambientale. Il disturbo che Myocastor coypus arreca ad uccelli in cova è minore di quello generato dalla presenza antropica sulle stesse sponde di cui è già stato detto (agricoltori e mezzi meccanici, pescatori, gitanti, cacciatori, etc.). Le basse temperature e gli inverni rigidi e prolungati ne limitano drasticamente il numero, tanto che nei Paesi d'oltralpe la Nutria è elencata come fauna locale e la sua diffusione non viene temuta proprio per questo motivo (De Ciechi & Prigioni, 1997). In provincia di Brescia, non si hanno ancora stime di popolazione scientificamente rilevate e corrette; i metodi certi e riconosciuti implicano la marcatura, il rilascio degli animali e l'osservazione a lungo termine.

NEMICI NATURALI E NON

In Italia i piccoli e i giovani sono facili prede di diversi carnivori: Lupi, Volpi, Faine, Gatti selvatici, Linci e cani vaganti, Nibbi, Poiane, Gufi reali e Ardeidi come l'Airone cenerino, etc. Anche grossi pesci predatori come il Luccio e il Siluro possono catturarli. La competizione territoriale inoltre è elevata: i maschi pattugliano le proprie aree scacciando i giovani maschi e, nel caso, uccidendoli. La carenza di territorio e di risorse trofiche limitano l'espansione degli animali. Un importante fattore di controllo numerico della specie è rappresentato dagli inverni rigidi, che provocano una forte selezione numerica, come pure lunghi periodi siccitosi. La causa principale di morte è l'uccisione da parte dell'uomo, che avviene sia in forma accidentale durante l'attraversamento di strade trafficate (è un animale lento, goffo, con vista e udito poco sviluppati), sia attraverso la distribuzione di sostanze velenose (ratticidi, percolamento di agenti chimici per agricoltura nelle acque) o con metodi diretti. In Lombardia ne è stata decretata l'eradicazione (1993) e sono stati attivati interventi di cattura selettiva operata da personale altamente qualificato o emanate ordinanze sindacali per l'uccisione non selettiva ad opera di agricoltori o gruppi di cacciatori, ordinanze riconosciute illegali anche dall'INFS - (Prot.3502/T-A24, punto 6.2.4, 11.07.2000) -, che ricorda come i Sindaci possano intervenire in tal senso solo nel caso di comprovata pericolosità igienico sanitaria "cosa ancora tutta da comprovare per la Nutria", come recita la stessa INFS nello stesso documento (artt. 5.1 e 6.2.4) e come dimostrano ad oggi le ricerche di cui in bibliografia. Campagne di uccisione sono state attivate anche in altre Regioni senza sortire l'effetto previsto. L'eradicazione di una specie da un territorio vasto e senza barriere invalicabili (come invece si ha nelle isole) risulta, infatti, un tentativo vano, da considerarsi solo come ultima iniziativa dopo aver intrapreso tutti gli altri possibili e maggiormente fattibili piani di contenimento (IUCN).

ZOONOSI

Gli allarmismi diffusi periodicamente li additano come diffusori di zoonosi e tra esse della Leptospirosi. Analisi mirate effettuate in questi anni presso gli Istituti di Zooprofilassi su carcasse di Nutrie provenienti da uccisioni programmate o da investimento stradale hanno fatto emergere dati inequivocabili: la frequenza di positività sierodiagnostica alle diverse forme di Leptospire è risultata bassa e paragonabile a quella normalmente riscontrata in altri animali selvatici presenti negli stessi ambienti, ma certamente inferiore a quella dei più comuni e ubiquisti ratti di chiavica. Il presupposto serbatoio epidemico delle Nutrie quali vettori di forme microbiche d'importanza zoonotica è comunque risibile di fronte a quello provocato volontariamente con l'introduzione a fini cinegetici di Lepri , Silvilaghi e Cinghiali (dati diffusi annualmente dalla sezione europea della WDA - Wildlife Disease Association). Introduzioni fermamente volute dalle associazioni venatorie e patrocinate dalle Province e che si rivelano estremamente rischiose per la sopravvivenza dei Leporidi e Ungulati autoctoni, oltre che per gli allevamenti di conigli e suini. (ODV, 1997; Wildlife Disease Association, 1998; Scaravelli & Martignoni, 2000; IZP Brescia, 2000).

DANNI AI SISTEMI IDRAULICI E ALLE COLTIVAZIONI

Non è noto l'ammontare complessivo dei rimborsi che annualmente viene riconosciuto agli agricoltori per i danni climatici, altre calamità naturali, infestazioni. Si sa che sono molto onerosi - in termini monetari e d ambientali - i biocidi utilizzati nelle usuali metodiche colturali non eco compatibili. Si calcola che annualmente per rimborsare i danni provocati alle greggi da attacchi di lupi e cani vaganti vengano spesi in Italia circa 4 miliardi di lire; per i danni causati dalla presenza di cinghiali in aree con poco territorio boscato a loro disposizione la cifra raggiunge e probabilmente supera i 40 miliardi. Se i danni causati da eventi climatici sono accettati come parte del normale "rischio d'impresa" di questa attività, nessun agricoltore accetta la possibilità di danneggiamento ad opera di specie animali, autoctone o meno. Appare allora necessario riconoscere a livello assicurativo anche questi danni, come già avviene all'estero. Sino ad ora in ogni caso, non si hanno estimi corretti e realistici dei danni effettivamente arrecati alle diverse tipologie colturali dalla presenza delle nutrie. Le rivendicazioni degli agricoltori sovente non trovano riscontri sul campo, ed i danni per eventi meteorici o per cattiva gestione colturale sono spesso denunciati come causati da questi roditori, con finalità di recupero del danno economico (p.e. l'eccessivo numero di piantine di frumento coltivate per metro quadrato, determina una caduta delle piantine a terra con conseguente marcescenza delle stesse). Altri danni evidenziati riguardano soprattutto la regimazione delle acque ed il danneggiamento diretto o indiretto alle strutture irrigue. Si sono spesso incolpate le nutrie dell'instabilità delle sponde e degli alvei di tutti i tipi di corsi d'acqua. Colpe divenute addirittura straordinarie in corso di alluvioni: per tanti tecnici e cronisti il fenomeno presente lungo il Po dei fontanazzi, evidenziatosi durante le ultime disastrose piene, non è stato descritto, come invece è, un fenomeno fisico dovuto alla situazione pedologica e geologica del territorio in questione, ma all'effetto degli scavi e della diffusione di questi roditori! Le Nutrie non scavano tane profonde come il Tasso o i Conigli (che scelgono anch'essi gli alvei peri fluviali), al massimo le femmine si ricavano una nicchia profonda un paio di metri, dove partoriscono e si rifugiano con la prole. I continui scavi lungo le sponde dei corsi d'acqua dove se ne rileva la presenza sono motivati dal fatto che esse sono continuamente scacciate e costrette a scavarsi nuove nicchie. Infatti, le Nutrie non sono erratiche, solo i giovani che sopravvivono alle minacce già elencate cercano un nuovo territorio da colonizzare, ma anche sulla percentuale di sopravvivenza dei giovani nei nostri ambienti non si sa nulla. In questo caso può rivelarsi utile l'inserimento di manufatti di calcestruzzo all'interno delle sponde fluviali, lasciando un sufficiente strato di terra e vegetazione a copertura.

Appare comunque necessario sottolineare come la movimentazione enorme di animali fra Stati e Continenti determini la comparsa di un problema estremamente complesso dall'aspetto interdisciplinare, che spazia dalla Conservazione naturalistica, alla gestione dell'uso delle risorse, alla Filosofia morale, e che trova soluzione solo attraverso l'applicazione di interventi che prevengano la comparsa di elementi inaspettati in ambienti che presentano equilibri ecologici già evidentemente precari. La questione Nutria appare, più che altro, legata alla necessità di trovare prede cacciabili a buon mercato. Se la ragione è questa allora la questione non attiene alla salute pubblica o al miglioramento agricolturale, ma semmai rimane un problema ecologico legato non alla Nutria ma alla capacità del territorio e delle risorse biologiche residue di sostenere un'attività di caccia così pressante.

Animali Mitologici !!? e luoghi curiosi !!!





Visto che per colpa della mia inaudita pigrizia ho trascurato il Blog, vorrei deliziare i miei amici con una nuova sessione che ho chiamato "Animali Mitologici & luoghi curiosi". WOW WOW WOW

Vi parlerò di quelle bestie e di quei luoghi sospesi fra mito e leggenda !!!!!, unicorni, sirene, fenici andate a nascondervi i veri miti sono..............

2006-03-30

Johnny Eck






Cari giovini oggi finalmente ho trovato qualcosa di gustoso da pubblicare. Da qualche tempo i contenuti dell Resto del Cretino calavano in un vortice noioso ma sta mane ho trovato la biografia incompleta di Johnny Eck !!!!! , voi adesso penserete "ma chi c...o è Johnny Eck?) la risposta sale come un rutto dopo aver bevuto una coca cola, è quello della foto, è un 1/2 uomo la foto non è truccata, è nato cosi !!!! Ed è anche diventato famoso, ha fatto l'attrazione nei circhi e fiere, ha fatto l'attore, e anche il mago.
Perchè vi chiederete un "mostro" è diventato famoso, ma la risposta risorge impetuosa (Bruuut), lo sgorbio è nato in america la patria della democrazia e delle pari opportunità, dove negli anni 30 esistevano i Freaks Show spettacoli che esibivano i cosidetti fenomeni da barraconi, nient'altro che persone affette da handicap e malformazioni, che divertivano un pubblico più o meno morboso e arrichivano spietati manager.
Johnny Eck è stato tra i protagonisti del celebre film Freaks di Tod Browning, un'incursione straziante nel mondo dei circhi degli anni Trenta, che aperta parentesi io ho ricevuto in regalo il dvd dall mio amico Allessandro che se volete ve lo presto.

La biografia:


Nel 1980 due amici di Johnny Eck, Mark Feldman e Tom Fielding, fondarono la casa editrice Anaconda Press che avrebbe pubblicato un biografia di Johnny basata, solo sui suoi ricordi. Quando Feldman morì, nel 1984, il progetto rimase congelato (per sempre?). Al fallimento scamparono solo una conversazione telefonica di novanta minuti, un disegno di Robert Crumb per la copertina e un’introduzione firmata da Eck su quattro fogli dattiloscritti:
In una calda notte d’estate, un bel po’ di anni fa, si abbatté un improvviso e violentissimo temporale. Proprio in quella notte, in una stanza da letto al primo piano di una casa di mattoni rossi, si sarebbe verificato un avvenimento destinato a sconvolgere il vicinato.
Erano le dieci quando nacque il primo bambino: pesava due chili e mezzo, perfettamente normale.
Venti minuti più tardi, in quella stanza illuminata solo dai lampi e dalle luci a gas, vide la luce un altro bambino, al quale sembrava mancare più del metà del corpo. Questo bambino – completamente privo di arti e ossa al di sotto dei fianchi (un mostro?) – pesava novecento grammi.
In quegli anni i bambini nascevano in casa, con l’aiuto delle levatrici e dei vicini: insomma, erano in molti a dare il benvenuto al neonato. Quella notte mani delicate e gentili cullarono il bambino normale, mentre nessuno toccò né si avvicinò al mostro. Lo lasciarono lì, nella culla, da solo. Finché un’anziana signora – molto religiosa e caritatevole, invero – dopo essersi chinata sulla culla per abbracciare il mostro, non riuscì a trattenere un urlo: «Oddio, ma è una bambola rotta». Ecco cosa sembravo: una vecchia bambola rotta. Ero lungo meno di venticinque centimetri. La balia mi prese tra le braccia e mi avvicinò al fornello a gas per uccidermi, ma fortunatamente urtai una delle vicine che scoppiò in un altro urlo prima di crollare a terra svenuta.
Fu così che Dio decise che avrei vissuto in quella famiglia.
I miei genitori erano gentili e premurosi e la nostra affettuosa sorellina, Caroline, avrebbe fatto da maestra a noi gemelli. Imparammo entrambi a leggere e a scrivere prima dei quattro anni. Grazie a mia sorella, a cinque anni già scrivevo lettere e intrattenevo rapporti epistolari con tutta la famiglia. Un giorno, infatti, ricevemmo un grosso pacco. «Venite, ragazzi! Giochiamo ai postini» gridò Caroline. Nel pacco c’erano i materiali per costruire un ufficio postale in miniatura, con tanto di sportello girevole per i clienti, buste bianche e fogli di francobolli rossi, verdi e blu. Da allora tutta la famiglia prese a scriversi e scambiarsi lettere e cartoline.
Prima dell’invenzione della radio, non c’erano molti modi per passare il tempo. Certo i più ricchi avevano un bel grammofono a manovella o uno di quei pianoforti meccanici coi pedali e tutto il resto. Noi non avevamo niente, così imparai a intrattenere i miei famigliari. Probabilmente fu colpa di mia madre: doveva aver chiesto a Dio di rendermi in qualche modo utile alla famiglia. Così imparai a declamare sermoni agli amici dei miei genitori. Mi arrampicavo su una piccola cassa e mi scagliavo contro l’alcolismo, i peccati e il demonio. E i nostri ospiti battevano le mani estasiati. Una sera, dopo la mia predica (mia madre voleva che diventassi prete) decisi di organizzare una colletta: in tutto raccolsi sessantacinque centesimi. Mia madre tuttavia fu molto imbarazzata dalla mia trovata e pose fine alla mia carriera ecclesiastica.
A sette anni mi iscrissi a una scuola pubblica ed ebbe inizio un periodo molto triste della mia vita. I ragazzi più grandi facevano a pugni per conquistarsi "l’onore" e il "privilegio" di spingere la mia carrozzina sulle scale. Le finestre della classe vennero oscurate con dei drappi e io e Robert fummo costretti a uscire dieci minuti prima del suono della campanella, per non essere disturbati dai curiosi e dai bulli della scuola.
In una fredda giornata di dicembre, nel 1923, Robert e io fummo invitati a un spettacolo di magia che si teneva in un salone adiacente alla chiesa della nostra parrocchia. Alla nostra cara mammina bastava sentire la parola "chiesa" per scoppiare di gioia. Così anche lei si unì a noi in quel giorno cruciale. Ricordo che il pubblico era formato soprattutto da bambini poveri e da storpi, e naturalmente io non sfiguravo in nessuna delle due categorie. La mia famiglia era molto povera, io e mio fratello indossavamo abiti da quattro soldi, ma sempre puliti e stirati. Nonostante il freddo, Robert portava un vecchio paio di bermuda rattoppati, delle vecchie calze nere traforate dai buchi e dalle smagliature e un paio di scarpe da tennis da pochi centesimi. Io invece indossavo solo un vecchio maglione azzurro, con i gomiti consumati e il fondo slabbrato e scucito. Prima di entrare, nostra madre ci diede una sola raccomandazione: «Nascondetevi, non voglio che vi vedano». E aggiunse che ci avrebbe tenuto d’occhio per tutta la serata.
Ma mia madre ebbe la prima delusione quando il grande mago invitò un volontario a salire sul palco. Il suo invito fu seguito da uno scalpiccio di piedi e dallo strepitio di grucce, bastoni e stampelle: tra il pubblico non c’era nessuno che riuscisse ad alzarsi né tantomeno a salire i gradini che portavano al palco. Nessuno tranne uno spirito coraggioso: il mio fratello gemello Bob. Ci fu come un’esplosione: una fuga di gas, un vecchio radiatore. Invece era solo la voce di mia madre. Ecco Bob, proprio di fronte a lei, sul palco, illuminato dai riflettori come uno spaventapasseri trafitto dal sole.
Nonostante le urla di mia madre, lo spettacolo continuò senza interruzioni finché il mago trasformò un pezzo di carta in una tovaglia di pizzo. Il mago invitò un volontario a salire sul palco: gli avrebbe regalato la tovaglia. Ci fu di nuovo quello scalpiccio e il suono di stampelle, bastoni e grucce. E all’improvviso, veloce come una freccia, qualcuno saltò sul palco: con una mano reggeva il peso del proprio corpo mentre con l’altra accettava riconoscente il regalo. Era come se quel corpo fosse stato infilato direttamente nelle travi del palco. Strisciò sulle assi, tenendo la tovaglia arrotolata fra i denti, e superò i gradini con un balzo. Il pubblico esplose: urla, grida, applausi, un vero e proprio delirio. Era la prima volta che vedevano un mostro. La mia povera mamma intanto era svenuta.
Il mago era così sconvolto dalla mia apparizione che concluse lo spettacolo in tutta fretta e, dopo aver scoperto da mio fratello chi ero, chiese a mia madre di farmi salire di nuovo sul palco. Rimase lì a fissarmi per almeno cinque minuti, non riusciva nemmeno a parlare, quasi stesse trattenendo il fiato. Poi cominciò a farmi un sacco di complimenti, diceva che ero stato inviato da Dio, che ero una manna per la mia famiglia. Che lui mi avrebbe aperto le porte del mondo dello spettacolo. Avrei calcato i palchi di tutto il mondo. Dopo qualche mese avrei scoperto che il palco di cui parlava era solo un vecchio tappeto verde, ricoperto di fieno e segatura e che io sarei stato il giullare cencioso in un ridicolo carnevale di straccioni.
Avrei voluto una paga più alta, ma i miei genitori sottoscrissero subito il contratto per un anno. Al mago e al suo socio bastò aggiungere un zero all’Uno e una I ad Anno per incastrarmi per dieci anni. Cercai di ribellarmi, ma ero spacciato: il mago ci trascinò davanti a un giudice e fui costretto a rispettare il contratto. O così mi fecero credere.
Il mio nuovo agente (il mago) incassava fino a duecento dollari al giorno – ed era il 1924 – e a me ne dava al massimo venti alla settimana, più un dollaro d’argento di mancia di tanto in tanto. Io ero terribilmente triste non solo per la pietosa ricompensa che ricevo ogni settimana (quando lavoravamo), ma soprattutto per le menzogne del mio agente.
Già alla fine del primo anno del mio contratto decennale mi ritrovai gravemente malato: non potevo assolutamente lavorare per altri nove anni a venti dollari la settimana. I miei genitori erano molto spaventati: avevano ricevuto una lettera di minacce. I miei agenti li avrebbero querelati e si sarebbero presi la nostra casa di mattoni rossi. Ma io non volevo cedere: sarei tornato al lavoro solo dopo essere guarito. Mi ci volle un anno per riprendermi. Ero poco più che un bambino, ma il mio agente non voleva sprecare nemmeno un giorno. Credo che fosse il più grande estimatore di quel vecchio comandante russo che aveva sentenziato: «Il tempo è dalla nostra parte».
Ecco: io volevo riprendermi il mio tempo. All’epoca io e mio fratello avevamo quattordici anni e dopo aver provato il brivido del viaggio e dell’avventura non volevamo tornare alla nostra vita normale. Così comprammo "The Billboard", una rivista per la gente dello spettacolo. Spedimmo subito una lettera per chiedere consigli su come organizzare il nostro freak show personale e metterci in proprio. Tre giorni dopo ricevemmo un telegramma "Johnny e Bob Eck, Baltimore, Maryland. Raggiungeteci a Plainfield, New Jersey, settimana prossima. Firmato: Capitano John M. Sheesley".
Le lettere di minacce del nostro ex agente sembravano essersi placate e così i nostri genitori ci diedero la loro benedizione e ci lasciarono andare. Il capitano Sheesley mandò alcuni dei suoi uomini a riceverci alla stazione: ci caricarono su un furgone e ci portarono a vedere l’accampamento del circo. Il tendone era nuovo di zecca e, proprio accanto, era parcheggiata un’enorme carovana da circo, rossa con inserti dorati in stile cinese e delle ruote gigantesche, grandi come quelle di un carro armato: ci volevano quattro cavalli da tiro per muoverla.
Era uno spettacolo per tutta la famiglia, messo piedi da una vera e propria famiglia. Il capitano Sheesley non permetteva che ci si ubriacasse; non voleva bestemmie né altre idiozie durante lo spettacolo. Quando montammo il circo a Plainfield c’era una vera e propria folla di ragazzini a darci il benvenuto. Il capitano Sheesley prese da parte me e Bob, ci diede uno scappellotto sulla testa e, indicando la folla, disse: «Quelli sono i miei ragazzi. Fateli divertire». Dopo un po’ fece venire anche i miei genitori che vissero con noi per qualche mese. Quello fu il primo viaggio in treno di mio padre.
La Grande Depressione ci sorprese senza un soldo, niente, neanche il becco di un quattrino. Non avevamo nemmeno i soldi per pagare le tasse e rischiavamo di perdere la nostra bella casa di mattoni rossi. In quel periodo ricevetti una lettera, "Espresso" stampigliato sulla busta. "Per favore telefonami, dimentichiamo quello che è successo". La firma era quella del mio ex agente. Lo chiamai e lui mi disse che stava costruendo un luna park dalle parti di Hagerstown nel Maryland e che sarebbe stato felice se fossi tornato a lavorare con lui. In fondo non avevo niente da perdere e accettai il suo invito. Mi sentivo un re. Non dimenticherò mai quella settimana che trascorsi con lui: la casa di legno e il fiume che scivolava poco lontano, limpido e placido, il mormorio d’acqua in sottofondo.
Era un paradiso: ogni sera cenavo con il mio agente, che era un cuoco straordinario.
Era estate inoltrata quando ricevetti un’altra lettera dal mio ex agente. "Prepara le valige: si parte tra due settimane. Ti ho trovato un ingaggio per l’Esposizione Universale, in Canada". Ero di nuovo al settimo cielo: brutto segno.
Mio fratello e io partimmo per il Canada, dove ci sistemarono in uno spazio tutto nostro: ero una vera e propria attrazione ormai. La fortuna cominciava a essere dalla mia parte.
Durante uno spettacolo ci videro due talent scout della Metro Goldwyn Mayer. «Vi va di fare un provino?» Dovevamo saltare in un cerchio di fuoco: oltre a me e a Bob, all’audizione si presentò un topo gigantesco, venti chili almeno.
Ecco il mio momento, finalmente – pensai.
Quattro settimane dopo mi trovai a Cuvler City, in California, con il mio ex agente. Aveva sottoscritto un nuovo contratto, senza dirmi niente. Io credevo fossimo ancora legati dal nostro contratto canadese – che non era niente male: fifty-fifty, voglio dire… Invece il mio manager aveva annullato il contratto canadese e mi aveva fatto credere che i talent scout della MGM fossero agenti del Downey Brothers, un grosso circo californiano. E io c'ero cascato in pieno: e non scoprii niente finché non arrivai negli studios. I nostri provini avevano dato buoni frutti: qualche settimana più tardi avrei iniziato le riprese di Freaks, il capolavoro immortale di Tod Browning. Ma mi aspettava ancora una sorpresa dolorosa.
Tutti sanno che agenti e manager pretendono una percentuale sulla paga degli attori. Di solito varia tra il dieci e il cinquanta per cento. Ma per me fu una vera sorpresa, anzi uno shock, quando scoprii che avrei incassato solo il dieci per cento della mia paga. Tutto il resto sarebbe andato al mio agente. Dio, quanto disprezzo quell’uomo! E il peggio è che faceva finta di niente, anche se io avevo scoperto tutti i suoi giri loschi. Prima o poi mi sarei vendicato di lui. Ma intanto non mi restava che soffrire in silenzio.
Quando tornai a Baltimora, cominciai a ricevere lettere dalla troupe e dagli attori che avevano lavorato in Freaks. In una busta c’era un ritaglio di giornale con qualche notizia su Browning – il regista – e sul nuovo film dell’orrore che voleva girare. Purtroppo gli Universal Studios avevano programmi simili e produssero il film Frankenstein. Anche Browning scrisse una sceneggiatura sugli esperimenti con i corpi umani, usati per creare mostri e criminali. Bob e io interpretammo i personaggi principali: fu allora che persi completamente la coscienza di cosa fosse la paura.
Ci furono altre lettere: non della MGM, ma del mio ex agente. A quanto diceva, gli studios si erano messi in contatto con lui.
Purtroppo non avevo un telefono, ed ero costretto ad affidare i miei affari alle lettere. Non che facesse molta differenza per quelli della MGM: avevano già parlato con il mio ex manager e preferivano prendere accordi con gli agenti, piuttosto che con gli attori. Ma, finalmente, avrei avuto un’occasione per vendicarmi.
Mi ci volle un’intera settimana per inventare un piano preciso, freddo e ben calcolato. Decisi di scrivere due lettere. Una la mandai alla MGM per spiegare che non avevo né un contratto né un agente: ero io il manager di me stesso. Non ricevetti mai una risposta. Spedii la seconda lettera al mio ex manager, che si trovava a Baltimora. "Caro signor XY" gli scrissi, "dopo la mia ultima sfortunata collaborazione con Lei e dopo il successo del film Freaks, non ho nessuna intenzione di farmi ingannare ancora una volta da Lei. Se lo desidera, sono pronto a firmare un contratto con Lei di durata non superiore ai sei mesi e con una paga di seicento dollari settimanali. Oggigiorno un film medio viene girato in dodici settimane, pertanto vorrei che Lei depositasse settemiladuecento dollari su un conto fiduciario intestato a Bob e al sottoscritto. Il conto varrebbe da garanzia: quei soldi mi spettano di diritto, per evitare spiacevoli equivoci come quelli occorsi durante la nostra ultima collaborazione in California".
Avrei voluto essere nel suo ufficio quando ricevette la mia lettera. A quanto si dice, ebbe una specie di crisi di rabbia: pare che abbia fatto a pezzi l’ufficio. Niente di sorprendente: dopo qualche mese avrei scoperto che Mc Cauley aveva già preso degli accordi con la MGM, senza il mio permesso. Aveva ottenuto un contratto per me e Bob di seicento dollari alla settimana, spese e viaggi compresi (anche il biglietto Baltimora-Los Angeles e ritorno). Il mio agente era riuscito a strappare anche un bel po’ di favori per la propria famiglia: viaggio e spese pagate anche per la sua povera moglie malata, per un’amica, due domestici (solo per lui) e il fratello dell’amica. Io e Bob – gli attori – comparivamo solo alla fine del contratto. Avrei voluto portare mia madre con me. E, invece, per vendicarmi, mandai all’aria tutti i miei piani e quelli del mio agente, che moriva dalla voglia di tornare in California.
Il tempo guarisce le ferite, ma ho pianto per notti intere, e spesso sono rimasto sveglio a pensare all’eccitazione e alla meraviglia che ti prende quando reciti davanti alla cinepresa, negli spazi giganteschi degli studios. Lavorare con una troupe ti fa sentire accettato: quando fai un film, non sei più un mostro, ma parte di un gruppo. Non un freak alto un metro e mezzo, ma un superuomo in miniatura. Ti fa sentire il migliore tra tutti: ero qualcosa di speciale per il regista Browning e per il suo assistente Errol Taggart. Per spostarmi da una scena all’altra c’erano uomini robusti e muscolosi che mi portavano sulle spalle. Ma ormai è tutto finito.
Aprile, un’atmosfera tetra. La Depressione ci perseguita: in famiglia nessuno ha un lavoro. Ricevemmo due lettere con la posta del mattino. Per prima aprii quella con le brutte notizie: dovevamo vendere la nostra piccola casa di mattoni rossi, per poter pagare le tasse. Mia madre lesse la lettera e scoppiò a piangere. Anche i miei occhi si riempirono di lacrime e dissi: «Oh, no, ti prego Dio, non farci portare via la casa».
Mi asciugai le lacrime ed aprii la seconda lettera. Doveva essere un sogno: non potevo credere ai miei occhi. Robert L. Ripley mi voleva nel suo famosissimo Believe It or Not Show: avrei viaggiato per tutta l’America. Chicago, Cleveland, Dallas…



2006-03-29

Pop Art ??

 Posted by Picasa

Pop Art ???







Questo artista, Caleb Weintraub deve avere qualche GROSSO problema con i bambini...

2006-03-16

Bettie Page









La storia misteriosa e segreta di Bettie Mae Page.

Bettie Mae Page nasce nell'aprile del 1923 a Kingsport, nel Tennessee. Nata con sangue Cherokee nelle vene, eccelle negli studi e si dedica dapprima all'insegnamento, poi, nel 1950 viene scoperta da un poliziotto - fotografo, che la lancia nel mondo dei locali notturni e dei "Camera Clubs", dove modelle venivano affittate a videoamatori, dilettanti o professionsiti, per realizzare sessioni di nudo. In breve tempo diventa una star di questo tipo di locali, richiestissima e ben pagata. Nel 1952, quando delle foto appaiono su riviste a tiratura nazionale, Irving Klaw la cerca per il suo 'Movie Star News', unico e famosissimo catalogo di Pin-Ups. Betty Page diventa una star. Il catalogo “speciale” di Klaw veniva tenuto sotto il bancone è riservato a clienti dai gusti particolari, per cui Klaw e la sorella Paula realizzano servizi fotografici di lingerie e bondage.Bettie accetta allegramente l’offerta di diventare una loro modella, a patto di evitare ogni proposta di pornografia, e nel 1953 nasce l’icona dell’erotismo adorata ancora oggi. Bettie Page compare legata, mentre lega, minacciosa o minacciata, nei panni della ragazza della porta accanto o in quelli leopardati di una esotica Jane della giungla – ma sempre con una luce di allegria ed entusiasmo negli occhi. Come da accordi le immagini sono intriganti ma perfettamente nell’ambito della decenza: persino le foto in topless si contano sulle dita di una mano, e riguardano quasi esclusivamente il servizio come playmate di gennaio 1955, scattate da Bunny Yaeger.E poi Bettie Page scompare.Nel 1957, all’apice del successo, Bunny e gli altri, pochi amici di Bettie sono costernati nel dover rimandare a casa a mani vuote gli agenti che finalmente cominciano a venire da Hollywood a cercare la regina delle pin-up. Nessuno sa dove sia o come rintracciarla, nemmeno per farle realizzare i suoi sogni d’infanzia. Come accade spesso in questi casi, il mistero la rende ancora più ricercata e famosa. Le sue foto in reggicalze e tacchi a spillo, fino ad allora considerate preziose reliquie da tenere sotto chiave, cominciano a essere riprodotte su pubblicazioni sempre più diffuse, ma resta un enigma. Che fine ha fatto Bettie Page?Dal 1957 in avanti, grazie anche al successo di pubblicazioni come la leggendaria Bizarre di John Willie, o “speciali” da collezione quali Bettie Page in Bondage, Bettie diventa un personaggio sempre più noto e sempre più sfruttato. La sua irreperibilità (e la disonestà degli editori) le impediscono di ricevere alcun compenso per lo sfruttamento della sua immagine, fino a che Bettie Page diventa solo un simbolo, sospeso nell’immaginario erotico di tutto il mondo.Facciamo un salto in avanti fino al 1992, quando il reporter Richard Foster pubblica sulla rivista amatoriale The Betty Pages un’intervista che contiene le prime dichiarazioni pubbliche della modella dopo 35 anni di silenzio.Foster è arrivato a contattarla con molta difficoltà, sfruttando come tramite il fumettista Dave Stevens, che dieci anni prima nel suo Rocketeer ha dato alla fidanzata del protagonista proprio le fattezze di Bettie Page. Incredibilmente, proprio la diretta interessata lo ha contattato per complimentarsi, iniziando così una amicizia inizialmente solo telefonica, che si è evoluta lentamente in un rapporto di confidenza profonda. Stevens è divenuto così una sorta di portavoce ufficiale della pin-up – un portavoce molto rispettoso della privacy dell’amica. Il contenuto dell’intervista è interessante solo per i fan più appassionati. Bettie racconta il suo stupore per la immutata fama del suo nome, rilascia commenti generici, incoraggianti e simpatici per i soci dei suoi fan club e poco altro. Sulla sua residenza rimane il più assoluto segreto, e l’unica osservazione degna di nota è: “Ogni tanto, quando per esempio vado al supermercato o arriva il ragazzo del latte, mi accorgo che qualcuno mi osserva con l’espressione di chi non riesca a ricordarsi dove mi abbia già vista. Certe volte dopo un po’ fanno il tipico sorriso che ricordo sul viso dei miei fan di un tempo, e trovo la cosa molto gradevole.”Poi continua: “Altre volte vedo una mia vecchia foto, o un’illustrazione col mio viso, usata nelle pubblicità oppure sull’adesivo sul paraurti di un’auto. Con tante belle ragazze che ci sono in giro, davvero non mi capacito di perché sia ancora tanto famosa”.Nell’intervista, svoltasi nell’arco di molti mesi soprattutto tramite uno scambio di lettere dattiloscritte, Richard Foster non nasconde il dubbio di poter essere stato ingannato. Le poche lettere vergate a mano che ha ricevuto mostrano una calligrafia effettivamente simile a quella dei rari documenti autografi di Bettie (risalenti ai tempi della scuola e del lavoro di segreteria), ma sono passati troppi anni per identificarla con certezza. Il giornalista ha anche ricevuto due brevi telefonate, ma tutto quel che può dire è: “ho sentito una voce femminile che corrisponde bene alla figura di una donna sulla sessantina ma ancora vivace, con l’accento strascicato caratteristico del Tennessee, dove è nata Bettie Page”.Ciò che lo insospettisce maggiormente, però, sono alcune piccole discrepanze nei racconti dell’ex-modella: commenti discordanti sulla sua attuale situazione familiare, sulla casa in cui abita – che viene descritta in modi differenti col procedere della conoscenza – o sulla sua vita quotidiana.Nel 1994 il lavoro per "The Betty Pages" fa vincere all’autore il Premio d’Eccellenza dell’Ordine dei Giornalisti, spronando Foster a far luce sui molti misteri che ancora circondano la modella dalla frangetta nera. Le ricerche durano tre anni, al termine dei quali esce The Real Bettie Page – The Truth About the Queen of the Pinups.Il libro, edito da Birch Lane Press, tiene fede al titolo – la verità scoperta da Foster è molto più inquietante di quanto si potesse prevedere.
In uscita circa ad aprile il film sulla vita di Bettie Page, interpretato da Liv Tyler, visita il trailer: http://www.apple.com/trailers/picturehouse/thenotoriousbettiepage/trailer_large.html

2006-03-13

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Olanda un test particolare...........




Baci gay e donne nude agli islamici

Da Paese tra i più tolleranti e liberali, a territorio dove è necessario superare un test per essere accettato, se si è un immigrato di religione islamica e non solo. Parliamo dell'Olanda, che ha trovato un modo singolare per rendere accessibili le proprie frontiere: verranno proposti video con due uomini che si baciano in un parco e un'avvenente bagnante in topless, per valutare la reazione dell'aspirante ospite.


Secondo il Sunday Times esiste un dvd, che mostra anche ghetti squallidi ed episodi di criminalità in cui gli immigrati più poveri potrebbero imbattersi, a disposizione delle 138 ambasciate del Regno in tutto il mondo, nell'ambito di un test della durata di quindici minuti, in cui rientrerà anche un breve esame di lingua e cultura del Paese. In questo modo le autorità olandesi intendono accertarsi che cittadini e lavoratori stranieri che chiedono il visto d'ingresso nei Paesi bassi siano disposti ad accettarne gli usi e costumi.

Questa è però soltanto la prima fase, perché "il candidato" dovrà poi affrontare due test di "cittadinanza" nel successivo quinquennio e giurare in seguito fedeltà al Paese e la sua costituzione. Inutile dire che l'iniziativa ha scatenato polemiche e proteste, soprattutto all'interno della comunità musulmana olandese, che hanno definito il filmato "offensivo".

Secondo i suoi leader si tratta di "una provocazione che mira a limitare l'immigrazione. Non ha nulla a che vedere coi diritti degli omosessuali. Penso che neppure gli olandesi vogliano vedere questo filmato". "Cercano di trovare ogni pretesto per dire alla gente che non dovrebbe venire qui: o perché sono dei fondamentalisti o semplicemente perché‚ non sono abbastanza emancipati".

Inutile dire che l'esecutivo di centrodestra guidato dal primo ministro Jan Peter Balkenende ritiene che il test rappresenti un modo obiettivo per stabilire l'adattabilità degli immigrati, la loro preparazione alla transizione al nuovo stile di vita, e la loro disponibilità a integrarsi.

2006-03-08

8 MARZO, FESTA DELLA DONNA ?



Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.
Questo triste accadimento, ha dato il via negli anni immediatamente successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi erano circoscritte agli Stati Uniti e avevano come unico scopo il ricordo della orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica.

Successivamente, con il diffondersi e il moltiplicarsi delle iniziative, che vedevano come protagonistele rivendicazioni femminili in merito al lavoro e alla condizione sociale, la data dell'8 marzo assunse un'importanza mondiale, diventando, grazie alle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche il punto di partenza per il proprio riscatto.
Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa , le associazioni femminili organizzano manifestazioni e convegni sull'argomento, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione femminile, ma è attesa anche dai fiorai che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzettini di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l'8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare queste data, è andato in massima parte perduto il vero significato di questa ricorrenza, perché la grande maggioranza delle donne approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all'insegna della "trasgressione", che può assumere la forma di uno spettacolo di spogliarello maschile, come possiamo leggere sui giornali, che danno grande rilevanza alla cosa, riproponendo per una volta i ruoli invertiti.

Per celebrare la festa della donna, bisogna comportarsi come gli uomini?

Ha ha ha !!!

2006-03-01

La morte del Cigno........

Questo ragazzo è in realtà un cigno, contagiato dal virus dell'influenza Aviaria.
Come si nota dalla foto il giovane cigno soffre molto, quindi è stato abbattuto per terminare cosi l'agonia. Posted by Picasa

Da Zita XXVI Febbraio MMVI

A volte basta poco per divertirsi tanto !!!!! Posted by Picasa